mercoledì 30 dicembre 2009

Blog e microblogging




Appare opportuno in prima battuta ricordare cosa sia un blog. Il termine è la contrazione di "web- log", ovvero "diario in rete"; la cui data di nascita sembra possa indicarsi nel 18 luglio 1997, quando Dave Winer ne svilupperà il software che ne permette la pubblicazione ( si parlerà di proto blog). Il 23 dicembre dello stesso anno, Jorn Barger, un commerciante americano appassionato di caccia, aprirà il primo blog in assoluto proprio per condividere questa sua passione. La versione tronca di "blog" diversamente è stata creata da Peter Merholz, che nel 1999 scriverà " we blog" nel suo sito, dando così origine al verbo "to blog" ( bloggare= scrivere un blog).



Appena due anni dopo diverrà finalmente di moda anche in Italia, grazie ai primi servizi gratuiti dedicati alla gestione del blog.



Il blog, in sostanza, è un sito dove ciascuno può tenere traccia (log) dei propri pensieri, idee e riflessioni. Una sorta di diario personale, in pratica, nel quale possono essere pubblicate notizie, informazioni di ogni genere.






Diversamente, il microblogging è una forma di pubblicazione costante di piccoli contenuti in rete, sotto forma di messaggi di testo (normalmente fino a 140 caratteri), immagini, video, audio mp3, citazioni, appunti. Tali contenuti vengono pubblicati in un servizio di Social Network, visibile a tutti o solo alle persone della comunity. Il servizio più popolare è Twitter, lanciato da Ewan Williams ne 2006, cui vanno aggiunti altri servizi quali Jaiku ( da molti considerato come concorrente di Twitter, sia pure presenti caratteristiche diverse), Plurk, Pownce, Folkstr.



Ciò premesso, appare opportuno dunque osservare come il mondo del blogging si stia evolvendo.



Da un lato si assiste ad una progressiva integrazione degli strumenti di blogging con molteplici tools di social networking, dall'altra si stanno imponendo gradualmente nuove piattaforme di microblogging, quali per l'appunto i predetti Twitter & co., che consentono di condividere la propria vita attraverso altri media (laptop, telefonino,console) in qualsiasi momento della giornata.



Sempre più spesso si sente parlare di microblogging, e molti blogger hanno in effetti ridimensionato in alcune occasioni il loro tempo dedicato ai blog, per concentrarsi sulle microconversazioni.



Il web, sempre più simile ad un organismo vivente, si evolve, e non somiglia più ad un'unica linea parallela che si svolge accanto alla vita reale, ma è sempre più a due linee che in diverse fasi si affiancano e si sovrappongono.



La società diviene sempre più immediata, tenuto conto della velocità del ciclo di vita delle informazioni. Le conversazioni che nascono sul microblogging hanno una valenza nel momento in cui viene condivisa e valida finchè la conversazione non è terminata. Questo non significa però, che abbia meno valore, poichè rimane nel nostro patrimonio personale, e non va dimenticato che grazie al sistema con cui è concepito Twitter, si può creare una vera e propria comunity ( rapporto tra followers e following) dove una conversazione può coinvolgere un numero molto più alto di persone nello stesso momento e prendere forme diverse da quella con cui l'abbiamo iniziata.



Va rilevato ulteriormente che il breve formato dei messaggi di microblogging dà la possibilità di acquisire le informazioni molto più velocemente rispetto al post di un blog, dato il ristretto numero di caratteri messi a disposizione della piattaforma si è obbligati a scrivere solo l'essenziale. Questo ne facilita la lettura permettendo a chi segue le discussioni su queste piattaforme di rimanere sempre aggiornato.



Secondo aspetto. passando dal blogging al microblogging cambiano sia il contenuto che l'aspetto dell'aggiornamento: se su un blog possiamo trovare, ad esempio, al massimo due post al giorno, sul microblogging le dita di una mano non possono bastare. L'estrema brevità dei suoi post permette una comoda lettura sui dispositivi "mobile", dando la possibilità di essere sempre aggiornati e di aggiornare gli altri di quanto leggiamo, ascoltiamo, o facciamo ovunque ci troviamo. Il suo uso è tra i più disparati: politica, informazioni sul traffico, pubblicizzazione di eventi, prodotti, e quant'altro. Il microblogging permette di diffondere facilmente contenuti sul blog aziendale, pensieri, esperienze quotidiane, o link a contenuti interessanti presenti sul web velocemente, ed in tempo reale consente di ottenere dagli utenti più attivi feedback e spunti vari. Il microblog diventa così una fonte inesauribile d'informazioni.



Tuttavia, per quanto lo strumento sia semplice, va osservato che proprio la frequenza di aggiornamento, può far sì che quanto scritto venga "affogato" ancor prima di esser letto.



Attenzione, però: il blog non è ancora morto: un blog può esistere ancora, ed essere un ottimo blog anche senza alcuna forma d'interazione con l'utenza ( ovvero anche in assenza della possibilità di inserire commenti). Ciò che fa il blog è l'aggiornamento più o meno regolare, ed è forse la reale "novità" di questi ultimi 10 anni. L'utente si accosta al blog e ci ritorna convinto di trovare più o meno degli aggiornamenti, prima ancora della possibilità di interagire ( prova ne è la percentuale minima di utenti che spesso partecipano con commenti al blog preferito). Si tenga conto che proprio negli ultimi 10 anni, grazie a numerose piattaforme, sono stati rilasciati diversi semplici strumenti che hanno consentito praticamente a chiunque di diventare un blogger.



E' pur vero che in Italia sono sorte polemiche circa il fatto che il mondo dei blog debba rimanere senza vincoli legislativi e soggetto soltanto ad un'autoregolamentazione, o se in alternativa si debbano applicare le norme sulla stampa.



In mezzo a tutto questo, però, si rifletta su una cosa: il blog ad ogni modo si è evoluto naturalmente verso nuove forme d'interazione e sono nati i servizi che hanno voluto rendere il concetto di blog ancora più semplice: Twitter, Pownce, Jaiku, e così numerosi altri. Amata o odiata, è l'era del microblogging. L' era di chi, inviando un messaggio di 140 caratteri non pensava di poter diventare blogger e venir letto in tutto il mondo.












mercoledì 23 dicembre 2009

Bit.ly e Tinyurl: il link si fa breve

Nascono spazi dedicati ad accorciare link, cosiddetti Url Shortener, e i più famosi si chiamano tinyurl.com e bit.ly. Dopo una gara testa a testa spesso vinta dal primo (può essere che l’aggettivo tiny, dall’inglese minuscolo, l’abbia sempre favorito), la novità degli ultimi giorni è che bit.ly sembra passato in vantaggio. Dove sta il motivo del sorpasso?
Due motivi.
1. grande stabilità: le url corte di bit.ly riescono sempre a raggiungere la url di destinazione = sono molto affidabili;
2. statistiche: bit.ly tiene traccia di quanti utenti hanno cliccato sul link. Una rivoluzione. Bit.ly riporta le URL estese che abbiamo accorciato e indica quanti click sono stati fatti sull’URL corta. Bit.ly è un servizio pensato per il social network – Twitter - che permette di comunicare con amici, famiglia, colleghi in un modo semplice, cioè tramite lo scambio di risposte brevi (max 140 caratteri) a una semplice domanda “cosa stai facendo?”. Twitter si sincronizza non solo con i computer connessi ad internet ma anche con tutti i telefoni cellulari di nuova generazione, già molto diffusi negli Stati Uniti. Per questo chi è in viaggio, di ritorno o in partenza, può comunicarlo una volta sola a molte persone.
L’astuzia di Bit.Ly sta nel fatto che il suo uso non è limitato a Twitter, eh no, esso è estendibile a tutti i social network (Facebook incluso), ai forum e alle chat, facilitando così lo scambio di link e la verifica sui click effettivi.

Esempio:

1) Andate sul sito: Tinyurl.com o bit.ly/

2) Inserite il vostro indirizzo web nella prima barra;

3) Inserite, opzionalmente, il nome da visualizzare dopo la dicitura http://tinyurl.com/ (scrivendo es: portfolioweb2009, avrete l’indirizzo mascherato da http://tinyurl.com/portfolioweb2009 );

4)Copiate il vostro nuovo link;

Il gioco è fatto!

martedì 15 dicembre 2009

twitter


Twitter è il più popolare servizio di microblogging. Ha avuto la sua esplosione in tutto il mondo per la velocità e la sua immediatezza. La potenza comunicativa di twitter si è avvertita anche in occasione di eventi spiacevoli: si pensi agli uragani negli States o alla crisi in Iran. La semplicità comunicativa di twitter ha permesso a persone che hanno vissuto in diretta questi eventi di raccontarli con semplici strumenti di uso comune. Il tutto in solo 140 caratteri.

In Italia twitter ha ancora un ruolo marginale anche se in crescita: la nuova interfaccia in italiano (attivabile dal menu menu setting), aiuterà certamente l'esplosione del microblogging di twitter anche in Italia.

Il funzionamento di Twitter
Twitter è semplicissimo da utilizzare. Uno spazio per inserire i propri tweet, un menu in alto con poche funzioni e la colona destra riservata ad informazioni sul profilo e sulle persone che ci seguono e che seguiamo. Una volta registrati, scrivere un tweet è davvero semplice, cosi come seguire nuovi amici che scrivono tweet interessanti ricercandoli o importandoli da altri servizi. Ad ogni utente è assegnato un indirizzo personale del tipo twitter.com/username. Il mio è twitter.com/anpal. Il motore di ricerca permette di leggere i tweet su un determinato argomento, in ordine di data permettendo anche di poter conocere le persone che hanno i nostri stessi interessi e seguirli.

La terminologia di twitter
Il cinguettare di twitter è basato su pochi e semplici termini.

Followers
Sono le persone che noi seguiamo
Following
Sono le persone che seguono il nostro account
Hashtag
Sono parole precedute dal cancelletto (#) che attribuiscono un tag identificativo ad un tweet facilitando l'archiviazione e la successiva ricerca
Retweet
Rappresenta una funzione nuova di twitter che permette di segnalare un tweet di un altro account sulla nostra pagina e portarlo a conoscenza dei nostri amici
Liste
Sono delle liste tematiche che possono creare dagli utenti per seguire i tweet su un determinato argomento. Possono essere pubbliche o private.


Twitter e i motori di ricerca
Twitter rappresenta al momento il prncipale strumento di ricerca in real time. Ottenere risultati di ricerca in tempo reale, essere aggiornati su un tema in tempo reale. Questo tipo di ricerca con notizie velocissime sempre aggiornate ha fatto gola ai principali motori di ricerca (google e bing) che hanno stretto accordi con twitter per fornire ai propri utenti ricerce in real time. Le ricerche in real time sono un nuovo fattore di posizionamento che influenzeranno le SERP nel prossimo futuro. Ritagliarsi uno spazio ottimale su Twitter e postare Tweet interessanti e seguiti rappresenta un nuovo un nuovo fattore da inserire nelle strategie di posizionamento.

Le applicazioni per twitter
Il fenomeno twitter ha dato vita allo sviluppo di una serie di applicazioni con molteplici finalità: personalizzare l'account, creare sfondi, seguire gli argomenti più discussi, analizzare gli argomenti più discussi... Le migliori applicazioni per twitter sono raggruppate nel sito Twtbase.

venerdì 11 dicembre 2009

Digg

Digg è un sito web di social bookmarking. Le notizie ed i collegamenti sono proposte dagli utenti, e sono poi promosse in prima pagina in base ad un sistema di graduatoria non gerarchico e basato sulla valutazione degli altri utenti della comunità. Digg è nato nel 2004 ed è stato fondato da Kevin Rose.

Delicious (in precendenza conosciuto come del.icio.us) è un sito web di social bookmarking per l'archiviazione, ricerca e condivisione di bookmark, creato nel 2003 da Joshua Schachter ed acquisito nel dicembre 2005 da Yahoo!. Nel novembre 2008 contava più di 5,3 milioni di utenti e oltre 180 milioni di urlunici archiviati. La sede principale si trova a Santa Clara, in California.Un bookmark permette di seguire l'utente nella sua scoperta della rete. Ogni volta che l'utente trova un sito interessante, clikkando sull'icona del bookmark, memorizza la pagina e volendo può segnalarla ai suoi amici, condividendola con loro. Altrettanto gli amici possono segnalare a noi siti che reputano interessanti. Oltre a ciò tutte le volte che i siti memorizzati cambiano,il bookmark permette di mantenerla aggiornata anche sul nostro computer.


Il nome del.icio.us è un esempio di domain hack, ovvero una combinazione di lettere per formare una parola di senzo compiuto (in inglese: delizioso).
Venne cambiato con il nome attuale delicious il 30 luglio 2008 con la ristrutturazione del sito, come annunciato dallo stesso Schachter il 6 ottobre 2000.

mercoledì 9 dicembre 2009

Wiki Wiki!

Wiki” . Se credete che sia un vezzeggiativo, o il nome di un piatto asiatico, beh, vi sbagliate di grosso.
Con questo termine s'intende un sito web o un insieme dei documenti ipertestuali, (ovvero quei documenti che possono mettersi in relazione mediante delle parole chiave) suscettibili di costanti aggiornamenti e modifiche in ordine al contenuto, da parte di chi li utilizza, al fine di condividere e ottimizzare qualsiasi informazione al mondo.
Tali modifiche ricomprendono anche la possibilità effettiva di cancellare e cambiare quanto scritto da chi è intervenuto precedentemente, e di apportare ovviamente ulteriori contributi in termine di sviluppo contenutistico.
Il tutto viene registrato in una cronologia, che consente, all’occorrenza, quasi come una valvola di sicurezza, di operare in modo retroattivo su quanto modificato, ovvero riportare il contenuto dell’informazione in rete ad un momento anteriore a quello della sua modifica.
La paternità del termine si attribuisce a Ward Cunningham (padre del primo wiki), termine mutuato dall’hawaiano “wiki wiki”, ovvero “rapido”, veloce”, convenzionalmente utilizzato per i bus navetta dell’aereoporto di Honolulu.
Lo stesso Cunningham sostenne che "Ho scelto wiki-wiki come sostituto allitterativo di veloce, evitando quindi di chiamare questa cosa quick-web."
Il software wiki è nato nel design pattern di comunità web come una soluzione per scrivere e discutere pattern languages. Il Portland Pattern Repository è stato il primo wiki, creato da Ward Cunningham nel 1995 . Cunningham ha inventato il nome e il concetto wiki e ha prodotto la prima implementazione di un motore wiki.
Alla fine del XX secolo, i wiki sono stati considerati come una strada promettente per sviluppare le basi di una conoscenza pubblica e privata ed è stato questo potenziale ad ispirare i fondatori del progetto dell'enciclopedia Nupedia, Jimbo Wales e Larry Sanger, usando la tecnologia wiki come base per un'enciclopedia elettronica: Wikipedia è stata lanciata nel gennaio 2001. Originariamente fu basata su un software UseMod, ma poi passò al suo attuale software open source, che è ora adottato da parecchie altre wiki.
Attualmente la Wikipedia inglese è il più grande wiki seguita da quella tedesca. Il quarto più ampio wiki è Susning.nu, un "language knowledge base" svedese che utilizza un software UseMod.

domenica 6 dicembre 2009

Google: l’informazione su tutto a portata di clic


Il termine "Google" fu coniato nel 1938 da Milton Sirotta (nipote del matematico statunitense Edward Kasner) per riferirsi al numero rappresentato da 1 seguito da 100 zeri. L'uso della parola fatto da Google riflette la volontà della società di organizzare l'immensa quantità di informazioni disponibili sul Web. Il termine viene inoltre associato con un gioco di parole all'inglese goggles, binocolo, appunto perché il motore permette di "guardare da vicino" la rete. La parola Google richiama inoltre una fantomatica formula magica; riguardo alla derivazione della formula esistono tesi opposte e contrastanti, ma la più comune la attribuisce ad una popolazione africana che la usava come buon auspicio per la caccia. Google è il più completo motore di ricerca degli ultimi anni, sul quale possiamo ricercare praticamente tutto: fotografie, informazioni, mappe stradali, e chi più ne ha più ne metta. La fama di questo strumento ha raggiunto un livello tale, da farne coniare perfino un verbo ad hoc: nella lingua inglese “to google” , ovvero “fare una ricerca sul web”. Non da meno, noi e i tedeschi:“googein”, per i teutonici, “googlare”, nel bel paese, entrambi sulla falsariga anglosassone. Ma com’è nato? Bisogna fare un passo indietro, quando due sconosciuti studenti dell’università di Oxford, Larry Page e Sergey Brin, dopo aver sviluppato la teoria secondo cui, un motore di ricerca basato sull'analisi matematica delle relazioni tra siti web avrebbe prodotto risultati migliori rispetto alle tecniche empiriche usate precedentemente, fondarono l'azienda il 27 settembre 1998. Convinti che le pagine citate con un maggior numero di link fossero le più importanti e meritevoli (Teoria delle Reti), decisero di approfondire la loro teoria all'interno dei loro studi e posero le basi per il loro motore di ricerca. A base del motore di ricerca, è l'algoritmo “PageRank”, che è stato costruito ispirandosi all'algoritmo Hyper Search ideato da Massimo Marchiori, un matematico italiano.

La nuova era

Cos’è Web 2.0? A differenza degli anni ’90, dove l’unica possibilità per l’internauta era quella di navigare su siti web, controllare la posta, e ricercare informazioni su motori di ricerca, oggi internet è decisamente evoluto.
Con il termine Web 2.0 si intende un nuovo livello d’ interazione sociale realizzata grazie alla tecnologia: in pratica, tutto l’insieme di quelle applicazioni che consentono di massimizzare il livello interattivo ( per citare esempi classici: facebook, twitter) degli e tra gli utenti.
Va notato oltretutto, che ciò è stato permesso anche dalla semplificazione degli strumenti informatici: mentre dapprima si richiedeva una particolare competenza ( e dunque l’accesso a fenomeni interattivi era possibile soltanto ai cosiddetti “addetti al settore”), oggi per chiunque è possibile accedere e realizzare blog, forum, e quant’altro consenta un flusso continuo di informazioni, senza che sia più necessario un particolare bagaglio di competenze tecniche.
Le applicazioni più diffuse del Web 2.0 sono

blog
wiki
social network

mercoledì 2 dicembre 2009

Benvenuti nel mio blog

Perché un blog? Non si tratta di un’azione intrapresa per megalomania, o per spirito egocentrico. Semplicemente perché un blog è di tutti, non solo del suo costruttore. Il blog è uno specchio che fa riflesso. In tutti i percorsi, le strade, e i pensieri che conducono tra vie infinite e parallele del nostro quotidiano, secondo affascinanti meccanismi di butterfly effect, dove ogni piccola variabile allo stato iniziale, muta il tutto con il passare del tempo.
Così oggi si inizia, ed apro il mio primo blog personale, guarda caso, proprio sul... perchè si apre un blog.
Le ragioni sono molteplici: comunicazione, innanzitutto, e voglia di confrontare le proprie idee con quelle degli altri.

Web2.0: ovvero come ti creo un blog in 2 minuti



Sinceramente, non avevo mai pensato di creare un blog, perché non ritenevo fosse utile, o interessante.
Invece, la lezione di questo mercoledi ha suscitato il mio interesse verso una forma di comunicazione che si rivela sempre più "invadente" e "necessaria". Primo passo: www.blogger.com, e da lì, il gioco è fatto. Attraverso un sistema "wizard", qualsiasi persona, sprovveduta o meno del web, può costruire il proprio spazio personale, e diventare testimone ed interprete di ogni più piccolo ed insignificante (o magari il più significativo...) fatto quotidiano che il più delle volte, mai e poi mai leggeremmo su una testata giornalistica….